Dalle favole alle Serie TV (Parte II) – di Aloisa Clerici
Proseguendo l’indagine avviata nella Parte I, ricordiamo che secondo la PNL (Programmazione Neuro Linguistica) e la teoria dei neuroni-specchio, mentre guardiamo un film o una pubblicità, possono attivarsi processi di rispecchiamento e identificazione: posture, emozioni e stati interni dei protagonisti vengono modellati inconsciamente. Le immagini e le parole fungono da aggancio per associare prodotti o idee a sensazioni. Questo può generare un’influenza comportamentale non consapevole, orientando preferenze e scelte senza un’elaborazione critica esplicita. Inoltre, l’utenza viene portata ad immedesimarsi, proiettando parti di sé nei personaggi, condividendone emozioni e conflitti. La storia, costruita su valori contrapposti, induce a schierarsi, rafforzando identificazioni falsate e giudizi morali. Quando il coinvolgimento è intenso, può affievolirsi il confine tra finzione e realtà, col rischio di interiorizzare convinzioni in modo passivo.

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