La fabbricazione dell'uomo misurabile. Seconda parte - di Ginevra Ruggiero
Lo studio della nuova applicazione del potere che viene definendosi all’inizio del XIX secolo, in funzione della quale si assiste al passaggio dalla pratica del supplizio e la sua spettacolarità alla procedura penale e amministrativa dei riformatori, fino allo sviluppo dell’architettura della prigione moderna, comporta una premessa fondamentale: il potere applicato non può essere dissociato dal sapere che ne deriva. L’impiego stesso del potere implica la costruzione di un campo di sapere su cui esercitarlo. L’oggetto da conoscere, individuato da Foucault nel prigioniero-delinquente, si struttura per mezzo delle dinamiche di potere che su di esso devono dimostrare di avere presa. E’ con l’osservazione diretta, l’analisi, la documentazione e l’individualizzazione del trattamento riservato al prigioniero che si mantiene attivo il controllo del sorvegliante e dell’istituzione penitenziaria all’interno della quale questi non è che parte dell’ingranaggio. E così si può anche ideare il modello della macchina-prigione in cui il potere diviene meccanico e automatico, funzionante attraverso uno stabilimento panoptico e una rete di meccanismi disciplinari diffusi.

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Commenti
Saluti,
Ottimo Sito
Sicuramente lo sapete già comunque credo sia importante informare sul Referendum del Ministero della Giustizia : www.cieliblu.it