Il cyberspazio è oggi il nuovo terreno di scontro intellettuale per la bioetica, una disciplina che analizza la condotta umana nelle scienze della vita alla luce di principi morali. In questo contesto, il convegno “Minori, Diritti e Cyberspazio: strumenti educativi, normativi e sociali per navigare il disagio giovanile”, tenutosi il 6 maggio 2026 presso il Circolo Unificato dell’Esercito di Verona, ha delineato le basi per una "bioetica digitale" di stampo personalista.
1. La sfida tra personalismo e utilitarismo digitale
La riflessione bioetica nel mondo virtuale si divide in due approcci fondamentali:
Bioetica personalista: considera l'essere umano come fulcro di ogni riflessione, con una dignità intrinseca che è indipendente dalle sue capacità digitali o cognitive. In ambito digitale, ciò si traduce nella promozione del benessere integrale del minore, che non può mai essere sacrificato alle logiche algoritmiche o collettive.
Bioetica utilitarista: valuta l'azione in base al bilancio tra piacere e dolore (qualità della vita). In rete, questo approccio rischia di marginalizzare i soggetti più fragili che non manifestano specifiche funzioni di razionalità o autonomia.
2. Navigare il disagio: criminologia e algoritmi
L'integrità della persona nell'era digitale è minacciata da fenomeni di devianza e radicalizzazione online.
Analisi del rischio: la criminologa Giusy Calabrò ha evidenziato come il disagio adolescenziale trovi sfogo nella Rete anche attraverso fenomeni di radicalizzazione e ha presentato il suo studio scientifico “La devianza minorile, Il fenomeno youth gang” (Rubbettino, 2025) che analizza il fenomeno del disagio e della devianza minorili insieme ai fattori di rischio e di protezione in ambito familiare, scolastico e sportivo.
Regolamentazione: l'utilizzo di strumenti come l'AI Act (Regolamento UE 2024/1689) diventa essenziale per porre un limite etico e normativo all'impatto dell'intelligenza artificiale sulla condotta dei minori.
3. Diritti apicali e protezione delle radici familiari
Secondo la visione personalista, l'essere umano è un'unità indissolubile di corpo e spirito. Questa unità deve essere preservata anche nell'ambiente digitale, tutelando i diritti sanciti dalla Costituzione e dalle Convenzioni Internazionali.
Il ruolo della famiglia: Il magistrato Pino Morandini e il consigliere Stefano Valdegamberi hanno ribadito come la famiglia naturale sia l'ambito primario per la crescita armonica del minore.
Contro l'arbitrarietà: interventi esterni drastici, come nel caso della sottrazione dei bambini della "famiglia nel bosco", rappresentato una violazione della dignità della persona e del diritto del minore a crescere nel proprio nucleo. Spezzare il legame genitoriale equivale a "spezzare le radici" del bambino, creando un danno bioetico e psicologico profondo (giurista Spadafora).
4. Responsabilizzazione e futuro normativo
La bioetica digitale non si limita alla teoria, ma richiede risposte concrete. Valdegamberi ha presentato una proposta di legge regionale mirata alla responsabilizzazione genitoriale e al raccordo con i servizi sociali. L'obiettivo è garantire che l'interesse superiore del fanciullo rimanga la considerazione preminente in ogni decisione, sia essa fisica o mediata dalle tecnologie.
L'evento è stato promosso dal Coordinamento dei Bioeticisti e degli Psicoterapeuti Cattolici del Triveneto (BioPsiCat) con il supporto del Comitato per le Pasque Veronesi e del quotidiano "Libertà e Persona".
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