I metodi pedagogici (Parte I) – di Aloisa Clerici
Quando si parla di educazione alternativa alla lezione frontale tradizionale, non si fa riferimento a un unico modello, ma ad una molteplicità di metodi pedagogici che mettono al centro un modo diverso di pianificare l’apprendimento di un bambino, più che il semplice trasferimento di nozioni, come avviene in un’aula scolastica. La particolarità di questo nuovo modo di “fare scuola” sta nella possibilità di combinare questi approcci e di personalizzare i programmi, soprattutto nei contesti di istruzione parentale e scuole parentali (homeschooling). La flessibilità di questa formula didattica permette di rinnovare l’organizzazione di tempi, materie e attività, cambiando completamente l’architettura dell’apprendimento. Gli approcci più diffusi in Italia sono quelli ispirati al lavoro di Maria Montessori, al metodo ideato da Rudolf Steiner (pedagogia Waldorf) e all’educazione in natura o Scuola nel bosco, (Outdoor education). Anche altri metodi collaborano ad integrarsi e configurare le possibili combinazioni, in un ecosistema formativo completo e flessibile: il Metodo Tradizionale, quello Classico, il metodo dei Libri viventi, l’Apprendimento a Progetto e l’Unschooling, che verranno approfonditi nella Parte II di questo articolo.

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